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MARTY SUPREME

Data di Uscita (Italia): 22 gennaio
Anno: 2025
Nazione: US (Stati Uniti)
Genere: Biopic / Drammatico / Commedia
Casa di Produzione: A24
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 149 minuti
Regia: Josh Safdie
Sceneggiatura: Ronald Bronstein e Josh Safdie
Fotografia: Darius Khondji
Musiche: Daniel Lopatin
Attori: Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A'zion, Kevin O'Leary, Tyler Okonma, Abel Ferrara, Fran Drescher.

Marty Supreme
TRAILER

Perché "Marty Supreme" è il cult totale che non sapevate di aspettare

Se nelle ultime settimane avete scrollato il feed chiedendovi "Ma che diavolo sta succedendo a Timothée Chalamet?", mettetevi comodi. Tra interviste al limite del delirio, dichiarazioni di onnipotenza ("Roba di alto livello", cit.) e quell'onnipresente ossessione per il colore arancione, sembrava che il "Golden Boy" di Hollywood fosse andato in burnout.

Spoiler: non è impazzito. Ci sta prendendo in giro tutti, ed è una mossa da maestro.
Quello a cui stiamo assistendo è uno dei casi di method acting applicato al marketing più sfacciati e geniali di sempre. Tutto il circo mediatico – dalla finta riunione marketing virale, al dirigibile sopra Hollywood, fino all'invasione dello Sphere di Las Vegas – è una gigantesca performance estesa per lanciare Marty Supreme. E fidatevi delle carte che abbiamo in mano: non siete pronti a questo film, perché è qualcosa di folle.

La Trama: Ego, Scarpe e Palline da 38mm Il film, debutto in solitaria alla regia di Josh Safdie (senza il fratello Benny, ma con la stessa dose di ansiogeni), ci catapulta nel 1952, in una caotica New York. Chalamet non è il solito rubacuori, ma Marty Mauser: un ventitreenne venditore di scarpe del Lower East Side con le tasche vuote, una madre prepotente e una ragazza incinta. Il suo sogno? Diventare il Dio indiscusso del ping pong. Per lui non è un passatempo da oratorio, è l'unica via di fuga da una vita mediocre e predestinata. Come ha spiegato brillantemente lo sceneggiatore Ronald Bronstein, il suo ego smisurato diventa un "esoscheletro" necessario per non farsi schiacciare dall'indifferenza del mondo. Safdie ha praticamente cucito il personaggio addosso a Timothée: la fame di vittoria di Marty, quel desiderio spasmodico di essere il numero uno, è esattamente la stessa fame con cui Chalamet sta inseguendo l'Oscar quest'anno.

Un Cast da Allucinazione (e funziona!) Se la trama vi sembra già abbastanza "Safdie", aspettate di leggere il cast. Il regista ha messo insieme una squadra che sembra uscita da un generatore casuale di sogni febbricili:
Gwyneth Paltrow è uscita dal suo "semi-pensionamento" (e dal suo impero Goop) per interpretare Kay Stone, una ex attricetta malinconica sposata con un milionario, che ritrova vita proprio grazie all'energia di Marty.
Tyler, The Creator fa il suo debutto cinematografico assoluto nei panni di Wally, il miglior amico e complice di Marty nel circuito delle scommesse clandestine.
Tenetevi forte: Fran Drescher (sì, la Francesca Cacace de La Tata!) interpreta Rebecca Mauser, la madre di Chalamet.
E Kevin O'Leary di Shark Tank (Mr. Wonderful), che interpreta l'industriale Milton Rockwell. O'Leary ha accettato perché Safdie gli ha detto in faccia: "Cerchiamo un vero stronzo, e tu lo sei".
A chiudere il cerchio c'è Odessa A'zion nei panni di Rachel, la fidanzata di Marty: insieme sono una sorta di Bonnie e Clyde del Lower East Side, caotici e disposti a tutto.

Tecnica Maniacale per Cinefili Veri Non fatevi ingannare dal tono commedia: questo è cinema d'autore purissimo. Il film è stato girato in pellicola 35mm dal leggendario Darius Khondji (il "Principe delle Tenebre" della fotografia), che ha usato obiettivi anamorfici vintage per dare ai volti quell'aspetto vivo, quasi da dipinto, che ti esce dallo schermo. Per ricreare la New York degli anni '50, Safdie ha chiamato Jack Fisk, lo scenografo storico di David Lynch e Terrence Malick, che invece di usare teatri di posa ha trasformato tre interi isolati di Orchard Street, riportandoli indietro di 75 anni. E la costumista? Ha fatto fino a cento prove abito al giorno per vestire le comparse con abiti originali dell'epoca. Persino la colonna sonora è un'esperienza fisica: Daniel Lopatin (Oneohtrix Point Never) ha campionato il suono reale delle palline da ping pong per creare ritmi poliritmici che vi entreranno nel cervello e non ne usciranno più.

Marty Supreme promette di essere una bomba ansiogena sulla scia di Diamanti Grezzi, mescolata all'epica di Paul Thomas Anderson. Racconta di un megalomane che insegue una pallina di celluloide con la stessa ferocia con cui Chalamet sta inseguendo la statuetta. È un film per chi sogna troppo in grande, per chi non accetta il proprio posto nel mondo e per chi ama il cinema che ti prende a schiaffi.

Insomma, Chalamet ci sta dicendo in faccia che questa è la sua interpretazione migliore. E leggendo quanto lui e Marty siano la stessa persona, probabilmente ha ragione. Non commettete l'errore di darlo per scontato.

L'appuntamento con il delirio (distribuito da I Wonder Pictures) è al cinema, dal 22 gennaio.