Anteprime Venezia82
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GIOVEDI 04 SETTEMBRE


Per diciassette anni, la provincia fiorentina è stata teatro di omicidi che hanno sconvolto l’Italia. Otto coppie di vittime uccise con la stessa arma: una Beretta calibro 22. Nessuno sa chi sia il colpevole, e le piste si moltiplicano, i sospetti cambiano, ma il terrore rimane.
Questa è la storia del Mostro di Firenze, ricostruita dai procedimenti e dalle indagini reali, ma raccontata da un punto di vista diverso: quello di chi, nel tempo, è stato sospettato, accusato o temuto. In un racconto dove il mostro può avere mille volti, la domanda rimane sempre la stessa: chi può essere veramente?
IL CINEVERDETTO
Il mostro (mini serie) ep 1-4
Il Mostro prende uno dei buchi neri della storia italiana e lo trasforma in una miniserie che ti stritola piano piano, come una vite che gira senza fare rumore. Quattro episodi secchi, senza riempitivi, senza chiacchiere, solo fotogrammi, ambiguità e un senso di inquietudine che cresce come muffa sui muri della provincia. Qui il vero protagonista non è l’assassino, è l’aria. L’aria che si respira in Toscana tra boschi, stradine e bar dove tutti sanno qualcosa ma nessuno sa davvero. Sollima gira come un cecchino: inquadrature pulite, ritmo controllato, zero isteria.
La scelta di concentrarsi sull’interpretazione dei volti che ruotano attorno al Mostro al posto di raccontare tutto l’orrore a colpi di cronaca è un colpo da maestro. La serie mostra la paura collettiva possa trasformarsi in folklore tossico. Ogni episodio stringe il cappio un po’ di più e tu resti lì, incollato, a cercare una verità che scivola via come acqua tra le dita. Gli attori sembrano rubati alla strada: volti veri, stanchi, sospettosi. Nessuno fa il fenomeno, tutti servono l’atmosfera. Ogni dialogo racconta un pezzo d’Italia che si guarda allo specchio e vede qualcosa che preferirebbe ignorare.
La serie finisce senza nessun fuoco d’artificio, solo una sensazione di vuoto che resta addosso. La serie non ti dà una soluzione da incorniciare: ti lascia con una domanda gigantesca che continua a girare in testa anche dopo i titoli di coda.
Una serie cupa, intelligente e disturbante al punto giusto.
