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DOWNTON ABBEY IL GRAN FINALE


Data di Uscita (Italia): 11 settembre 2025
Anno: 2025
Nazione: Regno Unito, Stati Uniti d'America
Genere: drammatico, storico
Casa di Produzione: Carnival Film, Focus Features
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 123 min
Regia: Simon Curtis
Sceneggiatura: Julian Fellowes
Fotografia: Ben Smithard (Dato recuperato dal documento precedente)
Musiche: John Lunn (Dato recuperato dal documento precedente)
Attori: Hugh Bonneville, Laura Carmichael, Jim Carter, Elizabeth McGovern, Michelle Dockery, Paul Giamatti, Dominic West, Joely Richardson, Alessandro Nivola

Downton Abbey il gran finale
TRAILER
L'ultimo valzer dei Crawley.
Rientrare a Downton Abbey equivale a varcare la soglia di una seconda dimora che ormai conosciamo intimamente, quasi fosse una casa nostra. Con "Downton Abbey - Il gran finale" di Simon Curtis, l'immersione diventa totale fin dal primo istante mentre le porte si spalancano e la servitù corre frenetica lungo i corridoi. I Crawley abitano ancora quegli spazi familiari muovendosi con la consueta grazia tra saloni e giardini, eppure si avverte nell'aria qualcosa di intrinsecamente diverso rispetto al passato.
I capitoli precedenti avevano obiettivi distinti, con il primo votato alla celebrazione pura e il secondo tentato dall'esotismo della trasferta francese per cercare di reinventarsi. In questa occasione la saga compie un gesto differente e decide di guardarsi allo specchio con un sorriso velato di malinconia, ammettendo serenamente che il tempo dei saluti è arrivato. Lo spettacolo visivo rimane sontuoso e conferma il ruolo centrale di scenografie e costumi, trattati dal regista come veri e propri personaggi. Ogni abito scintillante e ogni stanza arredata con cura maniacale raccontano la fine degli anni Venti meglio di mille parole, restituendo quella raffinatezza senza tempo che definisce l'identità della serie.
La narrazione deve fare i conti con un vuoto pesante, ovvero quello lasciato da Maggie Smith. L'assenza dell'ironia sferzante di Lady Violet si percepisce chiaramente, dato che lei rappresentava il cuore pulsante della tenuta e la sua colonna portante. Il film riesce però a omaggiarla trasformando la sua mancanza in una presenza aleatoria ma costante, tanto che lo spettatore si ritrova quasi a immaginare i suoi commenti sarcastici sulle novità introdotte da Lady Mary o sulle ambizioni dei domestici. Probabilmente sarebbe bastata una sua battuta per smorzare la tensione con quell'umorismo pungente che tanto manca.
La trama si snoda attorno al passaggio di testimone definitivo in quanto Lady Mary assume il comando nonostante le fatiche del divorzio e dimostra di aver ereditato la tempra necessaria per succedere al padre. Il conte di Grantham si fa da parte con ammirevole dignità, consapevole che il futuro della tenuta risiede ormai nelle mani della figlia. Anche tra la servitù avviene un ricambio simile, con figure giovani come Andy che maturano responsabilità accanto ai veterani come Carson. Questo equilibrio tra la continuità delle tradizioni e l'apertura al nuovo rappresenta la vera essenza dell'evoluzione di Downton.
L'ingresso di Noël Coward aggiunge un tocco di mondanità reale e piacevole all'intreccio. Questa figura storica inserisce la tenuta in un contesto culturale più ampio e vivace, ricordandoci che quei muri non sono isolati dal mondo esterno ma partecipano ai cambiamenti sociali dell'epoca.
La chiusura gioca le sue carte migliori sul terreno della nostalgia. Il regista evita le lacrime facili e preferisce un congedo dolce e intimo, simile al saluto rivolto a un vecchio amico che parte per sempre. Si esce dalla sala con la sensazione di aver custodito un ricordo prezioso mentre un'epoca si conclude con quella grazia che Lady Violet avrebbe senza dubbio sottoscritto.
