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PILLION

Data di Uscita (Italia): 12 febbraio 2026
Anno: 2025
Nazione: Regno Unito, Irlanda
Genere: Drammatico, sentimentale, commedia
Casa di Produzione: Element Pictures, BBC Film, British Film Institute (BFI), Fremantle
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 107 min
Regia: Harry Lighton
Sceneggiatura: Harry Lighton, Adam Mars-Jones
Fotografia: Nick Morris
Musiche: Oliver Coates
Attori: Alexander Skarsgård, Harry Melling, Lesley Sharp, Douglas Hodge, Georgina Hellier, Anthony Welsh, Jake Shears

Pillion
TRAILER

Alzi la mano chi andrà a vedere questo film perché ipnotizzato dal trailer. Seee Lallero! Chi volete prendere in giro?!

Anzi, nello specifico dalla scena con la (benedetta, sempre sia benedetta) zip della tuta di pelle che Ray/Skarsgård fa scendere lentamente in un vicolo buio.
Ah no, dite di no?

BUGIARDI! NON DITE CHE DEL TRAILER VI HA AFFASCINATO IL CORO A CAPPELLA DI CANZONI NATALIZIE!

Suvvia, diciamo le cose come stanno:
SKARSGÅRD ORDINA E UNO (pure una, onestamente) SI RITROVA IN GINOCCHIO. È UNA LEGGE DELLA FISICA.

Ad azione corrisponde reazione o una cosa del genere, giusto? O forse era Pavlov, quello del riflesso della fame, perché effettivamente la salivazione c’entra…
Beh, di sicuro questa inclinazione all’adorazione immediata la prova Colin – magistralmente interpretato da Harry Melling, il cugino Dudley di Harry Potter – che con la sua aria stralunata non si capacita dell’interesse che ha suscitato in quel tocco di vichingo. E onestamente pure noi all’inizio fatichiamo a capire come un ragazzo così normale, decisamente non bello, si ritrovi in una relazione con Tarzan / EricNorthman / RayDallaTutaDiPelle.

E proprio qui sta il primo elemento di freschezza di questo film: una coppia formata da due uomini decisamente disarmonici per fattezze, che però funzionano benissimo perché non è quello il collante del loro rapporto. E il secondo elemento di novità è proprio il fatto che questo collante sia una relazione BDSM, cosa che non si vede mai nel cinema che non sia porno, ma che è una felice realtà per molte persone.

QUINDI GRAZIE AL REGISTA HARRY LIGHTON, QUI ALLA SUA OPERA PRIMA, PER AVERE OSATO IN TAL SENSO.

Ray, da DOM scafato qual è, capisce subito che Colin, il timido e impacciato Colin, ha un’attitudine per la devozione. Ma la relazione che si crea tra i due è amore nel senso convenzionale del termine? O è qualcosa di diverso? Ci sarà un lieto fine zuccheroso? O il solito dramma che contraddistingue svariate storie queer che approdano al grande schermo? No spoiler perché ve lo dovete vedere sto film, che esce il 12 febbraio (in Italia) e dovete farlo perché gli interpreti sono strepitosi, le musiche anche e la moto che mangia l’asfalto ti butta addosso una voglia di fuga dal tran tran quotidiano che la metà basta.
Ah, vi dico pure il terzo, e ultimo, elemento che mi ha colpito come singolare di questo film: la vulnerabilità maschile raccontata in modo vero, non melenso e non incazzoso. Che ci racconta di una mascolinità tutt’altro che banale. Colin è uno di noi: ha un lavoro semplice, una famiglia che gli vuole bene, una passione un po’ da sfigati. Ma è onesto e appassionato, non si nasconde, si espone allo sguardo di Ray in corpo e anima. E sì, anche i biker nudi e crudi sono vulnerabili a modo loro, non tutti fisicamente abili, tosti e incapaci di emozioni.

MA COS’È ALLA FINE STO PILLION?
Nella moto è il seggiolino di dietro, quello dell’ospite, del ‘pacco postale’ che il biker scarrozza un po’ dove vuole perché chi sta dietro non controlla certo il manubrio.
Ma nel film è, al contrario, l’invito a fare un bel bilancio sul guidatore, sul percorso e sui propri desideri per capire se la corsa ci sta portando dove vogliamo andare.
Il protagonista, nel suo viaggio di formazione erotico-sentimentale, capisce chi è e cosa vuole, quali sono i suoi limiti, dove può cedere e dove deve mettere paletti. Insomma un film intenso, con scene di sesso esplicito ed emozioni vere, a cui si arriva per sbavare sullo svedesone dagli occhi di ghiaccio e si finisce per adorare lo sfigatello di quartiere. Perché quando uno si mette davvero in gioco, per sesso e per amore, non si può non amarlo.