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SENTIMENTAL VALUE


Data di Uscita (Italia): 22 gennaio 2026
Anno: 2025
Nazione: Norvegia, Germania, Danimarca
Genere: Commedia, Drammatico
Casa di Produzione: Arte France Cinéma, Eye Eye Pictures, Mer Film
Distribuzione: Teodora Film e Lucky Red
Durata: 133 minuti
Regia: Joachim Trier
Sceneggiatura: Joachim Trier, Eskil Vogt
Fotografia: Kasper Tuxen Andersen
Musiche: Hania Rani
Attori: Renate Reinsve, Elle Fanning, Stellan Skarsgård, Cory Michael Smith, Catherine Cohen, Jesper Christensen, Ash Smith, Jonas Jacobsen, Lena Endre, Bjørn Alexander, Pia Borgli

Sentimental Value
TRAILER
Nora e Agnes sono due sorelle che hanno intrapreso percorsi di vita opposti, ma che restano unite dall'ombra ingombrante della loro famiglia. Nora, un’attrice la cui carriera sembra aver perso lo slancio di un tempo, si ritrova a dover affrontare il ritorno improvviso di suo padre Gustav, un tempo celebre regista cinematografico caduto in disgrazia.
Gustav riemerge dal passato con un'ultima ambiziosa sceneggiatura tra le mani, convinto che il ruolo della protagonista sia l'unica chiave per riparare il rapporto distrutto con la figlia e rilanciare entrambi sotto le luci della ribalta. Mentre Agnes cerca di mantenere un equilibrio precario nel nucleo familiare, Nora deve decidere se concedere al padre una seconda occasione o proteggere se stessa dai fantasmi di un’infanzia vissuta all'ombra del cinema.
Il film si sviluppa come un’opera metafilmica che esplora il confine sottile tra realtà e finzione, analizzando con sensibilità e un pizzico di ironia malinconica il peso del lutto, la complessità dei legami di sangue e il valore sentimentale che attribuiamo ai nostri ricordi più dolorosi.
Sentimental Value è un film che parla di legami, di eredità emotive e di come l’arte diventi spesso l’unico linguaggio possibile quando quello quotidiano fallisce. Joachim Trier costruisce un racconto stratificato, a tratti volutamente sopra le righe, ma sorretto da interpretazioni così solide da rendere credibile anche ciò che rischierebbe l’enfasi.
Il vero punto di forza del film è il lavoro degli attori. Stellan Skarsgård e Renate Reinsve danno corpo a un rapporto padre-figlia complesso, irrisolto, fatto più di silenzi e omissioni che di dialoghi espliciti. Skarsgård interpreta un regista ingombrante, emotivamente distante, capace di esprimere sé stesso solo attraverso la messa in scena; Reinsve è una figlia attrice che cerca un riconoscimento che non arriva mai nella vita privata, ma che può finalmente emergere quando la relazione si sposta sul palcoscenico. È lì, paradossalmente, che i due riescono davvero a capirsi.
La sceneggiatura talvolta spinge i conflitti fino a una certa esasperazione, ma è proprio la credibilità emotiva degli interpreti a tenere tutto insieme. Ogni gesto, ogni sguardo, ogni pausa restituisce la sensazione di una storia vissuta, non raccontata.
Fondamentale è anche lo spazio: la casa, splendida e carica di memoria, diventa un vero e proprio quinto personaggio. È un luogo che avvolge e nasconde, che trattiene i segreti e i non detti di tutte le vite che ha osservato passare. Le sue stanze sembrano custodire le tracce di emozioni mai elaborate, rendendo visibile ciò che i personaggi faticano a nominare.
Trier gioca continuamente sul confine sottile tra cinema, teatro e realtà, sovrapponendoli fino a renderli indistinguibili. La scena diventa vita, la vita diventa rappresentazione, e lo spettatore è chiamato a interrogarsi su dove finisca la recita e dove inizi la verità. In questo senso, Sentimental Value è anche una riflessione metacinematografica sul potere e sul limite dell’arte come spazio di riconciliazione.
Ne esce un film intenso, imperfetto ma profondamente sentito, che trova il suo equilibrio proprio nell’attraversamento continuo di questi confini. Un’opera che suggerisce come, a volte, ci si possa incontrare davvero solo quando si accetta di stare “in scena”.
