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OBSESSION

Data di uscita: Maggio 2026
Regia: Curry Barker
Sceneggiatura: Curry Barker
Cast Principale: Michael Johnston, Inde Navarrette, Andy Richter, Megan Lawless & Cooper Tomlinson
Produzione: Prodotto da una collaborazione tra realtà indipendenti e distribuito su larga scala da Universal.
Genere: Horror Psicologico / Supernatural Thriller
Paese di produzione: USA
Durata: 108 min.

Obsession
TRAILER

C’è qualcosa di profondamente ancestrale e, allo stesso tempo, terribilmente moderno in Obsession. Curry Barker, un nome che molti hanno imparato a conoscere per la sua capacità di generare inquietudine con poco, approda al lungometraggio portando con sé tutto il bagaglio di chi sa come manipolare l'attenzione del pubblico odierno.

Il cuore del film batte attorno a un’idea classica, quasi da folklore nero: il "Salice dei Desideri". Il protagonista, un ragazzo ossessionato da un amore non corrisposto, decide di sfidare la sorte compiendo il rito necessario. Ma qui non siamo in una fiaba Disney. Se il cinema ci ha insegnato qualcosa da La zampa di scimmia in poi, è che quando chiedi qualcosa al soprannaturale, devi essere pronto a gestire l’esattezza della risposta. La ragazza dei suoi sogni inizia a ricambiarlo, sì, ma lo fa con una dedizione talmente assoluta, meccanica e priva di sfumature da diventare, nel giro di pochi minuti di pellicola, una minaccia soffocante.

La cosa che più colpisce di Obsession non è tanto l'orrore grafico (che pure non manca e colpisce duro quando serve), quanto la gestione degli spazi e dei silenzi. Barker gira con una pulizia formale che tradisce un amore per il genere thriller degli anni '90, ma lo sporca con una sensibilità cupa e nichilista. Non c'è mai la sensazione di un "jump scare" gratuito; la paura nasce dal veder trasformato un sogno romantico in una prigione domestica.

ISe Michael Johnston è bravo nel dare volto a un'ingenuità che scivola nel terrore, è Inde Navarrette a rubare letteralmente la scena. La sua interpretazione è fatta di sguardi fissi, sorrisi appena troppo larghi, una presenza fisica che riempie la stanza in modo molesto. È lei il motore immobile del film, capace di passare dalla vulnerabilità alla ferocia con un battito di ciglia.

Obsession funziona perché non cerca di spiegare troppo. È un film che parla della nostra incapacità di accettare il rifiuto e della pretesa infantile di piegare la volontà altrui ai nostri bisogni. Barker ci dice che l'orrore non viene da fuori, ma dai nostri desideri più egoisti. Un'opera solida, tesa, che conferma come il genere horror sia ancora il miglior specchio per osservare le storture della nostra società. Promosso a pieni voti, ma preparatevi a uscire dalla sala con un po' di amaro in bocca.